Ma cos’è lo Yoga?

Yoga: meditazione in movimento

Da dove deriva la parola yoga
Dalla radice sanscrita yuj, la stessa da cui il nostro latino iugum e poi italiano giogo. 

Il giogo era uno strumento utilizzato per arare i campi: un solo bue non aveva la forza sufficiente per trascinare il pesante aratro, bisognava utilizzarne almeno due. Ma una volta legati all’aratro i due buoi non sempre andavano nella stessa direzione: così nacque il giogo, ovvero uno strumento di legno con due grandi fori in cui i buoi potevano infilare la testa per muoversi così insieme, nella stessa direzione. 

Questo strumento offre un’azzeccata analogia con la pratica dello yoga: molto spesso infatti le nostre energie e pensieri non si trovano allineati e non riescono a muoversi insieme verso la nostra fioritura personale. Lo yoga ci permette di ricentrarci e di indirizzare con consapevolezza le nostre energie interiori.

Ravvivare il fuoco interiore

Lo yoga è una filosofia, ma è in primo luogo una pratica, poiché in India idea ed azione si muovono indistintamente.

Si dice che la pratica dello yoga sia come accendere un fuoco utilizzando due pezzetti di legno: bisogna strofinare i due legni, creare la scintilla e soffiare. Se manca uno di questi elementi il fuoco non si accende: e così nella nostra pratica alcuni elementi sono essenziali. 

Le posizioni, o asana, ovvero le forme ispirate al mondo della natura che assumiamo con il corpo, in cui è essenziale non sentire dolore, perché lo yoga non è uno sport inteso come disciplina performativa: non è importante il risultato ma il processo, il “flow”, il flusso in cui ci immergiamo. Invece di “spingerci” nella posizione ci immergiamo in essa come in una danza, in modo che il respiro possa fluire comodamente. 

Accendiamo quindi il nostro “semaforo interiore”, come mi piace chiamarlo con i miei allievi: finché la posizione presenta una sfida ma il respiro fluisce e non c’è dolore posso continuare, quando il semaforo è rosso ritorno alla posizione precedente. 

Ognuno di noi ha un corpo differente ed è importante connetterci con esso ed accoglierne i limiti, che non sono mai confini fissi ma margini permeabili. 

Altro elemento essenziale è il respiro, attraverso il pranayama o tecnica di respirazione. Il nostro respiro ci accompagna per tutta la vita molto spesso inconsapevolmente, nella pratica dello yoga lo rendiamo cosciente, lo estendiamo e ci permettiamo di sentirlo muoversi in tutto il corpo. I respiri yogici sono lunghi e profondi, rallentiamo il ritmo e così rallentiamo la mente, che solitamente è iperattiva come una radio sempre accesa. 

In sanscrito prana significa sia soffio, respiro che energia vitale: dinamizzare il respiro significa energizzare e armonizzare sia il corpo che la mente. 

Infine, un elemento essenziale è la nostra presenza mentale. Lo yoga è sia una disciplina che promuove armonia e benessere, sia una vera e propria meditazione in movimento. Non ci sforziamo per rimanere concentrati ma al contrario allarghiamo la nostra percezione e accogliamo tutte le sensazioni del corpo ed i pensieri che attraversano la mente: rimaniamo testimoni silenziosi, come se osservassimo il fluire di un fiume davanti ai nostri occhi. Non seguiamo nessun pensiero in particolare, li lasciamo scorrere e riportiamo dolcemente l’attenzione cosciente al flusso del respiro. 

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